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Le Carte della Comunità

Chi trova un archivio trova un tesoro.
L’”Archivio”, in particolare quello di un Ente pubblico, è un luogo di grande valore storico e culturale, che rappresenta la memoria di un’intera Comunità e della sua esperienza unica e singolare.
La Comunità Montana Lario Intelvese, nell’ambito del Progetto INTERREG “Parco dei Magistri Comacini delle Valli e dei Laghi”, ha promosso negli scorsi anni un’iniziativa per il riordino e l’inventariazione informatizzata degli archivi storici dei Comuni appar-tenenti al territorio comunitario.
Il progetto archivistico, dal titolo “Le carte delle comunità tra il Lario ed il Ceresio”, consente oggi a storici e appassionati studiosi, ma anche a cittadini curiosi, di disporre di nuovi strumenti cartacei e informatici, che permettono loro di accedere con facilità alle fonti della nostra storia.
I risultati di questo progetto sono stati ottenuti grazie all’impegno e alla professionalità del gruppo di lavoro dell’Associazione temporanea d’impresa costituita dalla Cooperativa CAeB di Milano e dalla Scripta srl di Como, e coordinato da Domenico Quartieri, responsabile tecnico del progetto.
Le attività di riordino ed inventariazione degli archivi si sono svolte con due interventi paralleli: il primo di semplice censimento del materiale documentario prodotto dal 1962 al 2003, definito archivio di deposito del Comune, e il secondo di  schedatura analitica e di inventariazione degli atti più antichi e sino al 1961 (il cosiddetto archivio storico comunale).
"Le carte delle comunità tra il Lario ed il Ceresio" :  I numeri del progetto
Per gli amanti dei numeri, riportiamo alcuni dati quantitativi relativi al progetto:
Comuni interessati dal progetto: 23
Comune di Argegno
Comune di Blessagno
Comune di Brienno
Comune di Carate Urio
Comune di Casasco d'Intelvi
Comune di Castiglione d'Intelvi
Comune di Cerano d'Intelvi
Comune di Cernobbio
Comune di Claino con Osteno
Comune di Colonno
Comune di Dizzasco
Comune di Laglio
Comune di Lanzo d'Intelvi
Comune di Lenno
Comune di Mezzegra
Comune di Ossuccio
Comune di Pellio Intelvi
Comune di Pigra
Comune di Ramponio Verna
Comune di Sala Comacina
Comune di San Fedele Intelvi
Comune di Schignano
Comune di Tremezzo
Il Comune di Moltrasio aveva già iniziato, prima dell’avvio del progetto generale, il proprio intervento di riordino e l’ha portato a termine autonomamente dal punto di vista finanziario, ma in stretta relazione tecnica e metodologica con il progetto generale.
Archivi interessati dall’attività di riordino:145
Gli archivi interessati dalle attività del progetto erano relativi a:
  1. Comuni tuttora esistenti e attualmente soggetti conservatori;
  2. Comuni cessati perché aggregati tra di loro in periodi vari (ad esempio Piazza S. Stefano e Rovenna a Cernobbio, Carate Lario e Urio in Carate Urio, Ramponio e Verna in Ramponio Verna, Scaria a Lanzo d’Intelvi);
  3. Comuni istituiti (specie nel periodo fascista) e poi sciolti dopo la guerra (ad esempio Isola Comacina, Tremezzina, Laglio Brienno);
  4. Opere pie antiche (poi confluite nelle Congregazioni di carità); la più antica è l’Opera pia Giovio di Ossuccio, che si può far risalire all’XI secolo;
  5. Congregazioni di carità (istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza esistenti in ogni comune dal 1862 al 1937);
  6. Enti comunali di assistenza (che sostituiscono le Congregazioni di carità e che esistono dal 1937 a 1977);
  7. Asili infantili, in massima parte istituiti nella seconda metà del secolo XIX su impulso di benefattori locali, grazie a legati testamentari o donazioni:
  8. Patronati scolastici (istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza esistenti operanti tra l’inizio del sec. XX e il 1978);
  9. Uffici di conciliazione, istituzioni statali ma con competenza territoriale comunale (sec. XIX – sec. XX fine);
  10. Altri enti, istituzioni, associazioni, consorzi, sia di carattere pubblico che di natura privata che a vario titolo sono stati depositati o comunque conservati presso i Comuni; alcuni esempi: Opera nazionale Balilla; Gioventù italiana del Littorio; Opera nazionale maternità ed infanzia; Consorzi per la gestione di acquedotti, farmacie, strade, attività turistiche; Uffici di collocamento; Scuole di disegno.
Profili istituzionali sui soggetti produttori d’archivio: 145
I profili istituzionali dei Comuni sono stati tratti dal progetto regionale “Civita, Le istituzioni storiche del territorio lombardo”, Regione Lombardia, 2000 e 2002, Milano, a cura di Domenico Quartieri e Loredana Menichetti, per le notizie sino al 1859, e di Caterina Antonioni, per le notizie dal 1859 al 1971. E’ stata garantita la citazione della fonte.
Gli altri profili sono stati costruiti ex novo grazie al recupero di informazioni di carattere generale per le istituzioni assistenziali esistenti a livello nazionale, e grazie a statuti, regolamenti ed altri documenti fondamentali recuperati direttamente negli archivi.
Schede di descrizione delle singole unità archivistiche:       62.818
Le banche dati inventariali degli archivi sono state realizzate con il programma regionale Sesamo con la versione 3.3 poi convertite nella versione 4.1.
Ogni Comune dispone di un CD contenente le basi dati e gli inventari elettronici in formato RTF e PDF. I dati sono pubblicati sul portale regionale degli archivi
http://www.lombardiastorica.it nella sezione Archivi storici della Lombardia - PLAIN
 
Buste risultanti dalle attività di riordino: 4.195
Una volta effettuato il lavoro di riordino, i documenti sono stati “incamiciati” in cartelline etichettate e quindi collocati in faldoni (detti anche buste dagli archivisti lombardi).
Registri risultanti dalle attività di riordino:   3.981
Oltre a faldoni sono state riorganizzate anche tutte le serie di registri: in particolare si segnala la presenza in diversi Comuni dei registri di stato civile del periodo “napoleonico” (inizio secolo XIX).
Pagine di inventario prodotte: 9.622
Alla fine dei lavori di riordino, tutti gli inventari sono stati stampati. Una copia è a disposizione degli studiosi presso il Comune interessato, presso la Soprintendenza e presso la biblioteca della Comunità montana.
Qualche notizia curiosa...
Per dare un assaggio di quanto si è trovato scartabellando nei faldoni basta segnalare alcuni dei documenti incontrati dagli archivisti.
 
L'archivio comunale di Brienno conserva, tra la propria documentazione, rogiti notarili, convenzioni, perizie di stima e altri atti che permettono di risalire fino all'anno 1581 in un'ipotetica ricerca sui passaggi di proprietà dei fondi dell'alpe comunale detta Garovè, al centro di una vertenza col Comune di Schignano per turbato possesso dei fondi stessi (1822 - 1835).
Molto dettagliate sono anche le mappe e i disegni che accompagnano la vertenza e che rappresentano una vera miniera per una ricerca sugli antichi toponimi locali.
Sempre in merito agli alpeggi comunali, si segnala documentazione analoga anche a Mezzegra con vertenze che si protraggono dal 1780 per un secolo, verbali di sequestro di bestiame che sconfinava dai pascoli dei comuni vicini e contratti di affitto.
Rilevanti sono gli atti che testimoniano i rapporti tra le comunità e le parrocchie locali: a Brienno esiste una convenzione, che data 1621, tra il Comune ed il parroco per la definizione di precise regole per lo svolgimento delle processioni, la celebrazione di messe, le varie pratiche pie e altri aspetti della cura delle anime.
A Pigra, è invece conservata una copia del 1742 dell'atto di fondazione della parrocchia, avvenuta nel 1640, con un'ampia descrizione dei beni in dotazione.
Notizie sulla nascita e sull'evoluzione della scuola pubblica nel nostro territorio, si possono trovare a Ramponio Verna: un regolamento del 1807, per il servizio del maestro comunale della cessata comunità di Verna, (in quel caso il parroco), si spinge fino a disciplinare anche le modalità di fornitura della legna per il riscaldamento, a carico degli alunni, in locali che dovevano essere messi a disposizione dal maestro stesso.
Percorsi di ricerca altrettanto interessanti si aprono anche sotto il profilo della storia delle istituzioni del territorio comasco: a Mezzegra, tra gli atti del Comune, sono stati rinvenuti anche documenti del Cancelliere distrettuale di Menaggio, di antica memoria. In particolare è possibile sfogliare il vecchio registro che riporta i conti relativi alla riscossione di carichi dovuti dai comuni appartenenti alle pievi d'Isola, Lenno e Menaggio prima e dal distretto di Menaggio, poi.
Anche nell’archivio di Cernobbio non mancano notizie curiose sulla vita della comunità come ad esempio le tracce dell’esistenza di un ippodromo (diverso dal ben noto galoppatoio di Villa Erba) in località Mornello, in attività fino al 1925 circa, o gli interrogatori, conservati in un imponente fascicolo, di alunni delle scuole elementari nell’ambito delle indagini sulla condotta professionale e morale, a dir poco pessima, di tre insegnanti, due donne e un uomo, dediti ad un incessante assenteismo e a sistemi di dubbio valore didattico per il mantenimento della disciplina.
Oppure alle indagini sulle sparizioni di armi destinate al locale contingente della costituenda Guardia Nazionale, per evitare, probabilmente, la loro requisizione da parte dei soldati dell’impero asburgico.
A conclusione come non ricordare la curiosa vicenda della maestra della scuola elementare che nel 1953, dopo trent’anni di attività tra i banchi di scuola di Cernobbio, rifiutò il riconoscimento propostole dal Comune allegando alla lettera ufficiale di rinuncia il trafiletto di un giornale che riportava la notizia di un’altra maestra che, premiata a sua volta, morì pochi giorni dopo.